I NO-CHOICE ENTRANO NELLE SCUOLE EUROPEE – THE “NO-CHOICE” COME IN TO EUROPEAN SCHOOLS

Questo concorso con tanto di materiale allegato gira nelle scuole europee, al momento è stato “avvistato” solo in una regione italiana. Nel caso in questione l’insegnante ha detto che era tenuta a consegnarlo a tutti gli alunni della classe, poichè era stato approvato dalla Regione e dalla direzione scolastica. Il concorso è legato alla campagna europea ONE OF US della quale abbiamo già parlato, che ha il fine di raccogliere le firme per abrogare l’IVG in tutta Europa.

Vi invitiamo a leggere le cinque domane FAQ che trovate nel sito sulla destra e soprattutto le risposte, perchè danno il quadro completo dell’intento di questa operazione.

Inoltre queste sono le domande che vengono proposte agli studenti e alle studentesse per aituarli nella traccia dell’elaborato:

Per guidarvi nella vostra elaborazione vi lasciamo alcuni spunti di riflessione:

  1. Che cos’è per te il matrimonio? Che significato ha per la tua esperienza personale?
  2. Che cosa pensi delle sempre più diffuse unioni di fatto? Esiste una sostanziale differenza tra queste ultime e il matrimonio?
  3. E’ possibile ancora oggi parlare di indis-solubilità? Può un’unione durare per sempre?
  4. La fedeltà è un valore che sembra essersi perso. Può essere recuperato? Che significa amare qualcuno? Perché sposarsi e unire due vite per sempre?
  5. La parola “madre” e la parola “padre” stanno diventando sempre più scomode. Chi continua a sostenere queste parole è solo un tradizionalista?
  6. Qual è il ruolo che i coniugi, uomo e donna, padre e madre, han-no sull’educazione del figlio? E’ rilevante la differenza di sesso?
  7. Che prospettiva hai sulla tua vita matrimoniale? Credi che il matrimonio sia davvero un’evoluzione rispetto a un semplice fidanzamento?
  8. Vedi la famiglia, fondata sul matrimonio come una trappola o come un’opportunità?

http://www.giovaniprolife.org/2013/09/4-concorso-europeo-2013.html 

Obiezione Anarkikka

STANIAMO GLI OBBIETTORI! dal blog di Me-DeA

TANA LIBERA TUTTE! STANIAMO GLI OBIETTORI!

La situazione dell’obiezione di coscienza nel nostro paese è sempre più allarmante. Non basta gridarlo a gran voce, non basta invocare la difesa della 194.

Vogliamo tentare di fare qualcosa in più, vogliamo provare a spingerci oltre…vorremmo farlo con tutte voi.

TANA LIBERA TUTTE!

Questo il nome della campagna che abbiamo pensato per liberare le nostre scelte e le nostre possibilità di autodeterminarci davvero.

STANIAMO GLI OBIETTORI!

Nominiamoli, spargiamo la voce su dove lavorano, su come si chiamano, diciamoci chi sono e rendiamo pubbliche e accessibili a tutte queste notizie.

Chiediamo il vostro aiuto e sostegno nella raccolta di queste informazioni.

SE LI CONOSCI, LI EVITI!

Raccontateci le vostre storie e le vostre esperienze negli ospedali, nei consultori, nelle farmacie. Pubblicheremo sul blog le vostre testimonianze, in forma anonima naturalmente, in modo che altre donne possano sapere dove, come, quando accedere all’IVG senza incappare in questi personaggi…

https://medea.noblogs.org/category/sanita-pubblica/

Aborto: in Commissione Affari Sociali arriva relazione ministero

(ANSA) – ROMA, 11 FEB

Somministrazione ospedaliera con tre giorni di ricovero per la Ru486, distribuzione di medici obiettori ed eccessivo utilizzo di anestesia generale per le interruzioni volontarie di gravidanza. Questi i punti da approfondire, emersi dalla relazione sull’applicazione della legge 194, presentata oggi in Commissione Affari Sociali della Camera dalla relatrice Elena Carnevali (Pd). “Speriamo di arrivare ad una risoluzione condivisa che ci permetta, se serve, di chiedere approfondimenti rispetto ad alcune delle anomalie emerse”, dichiara.

Tra queste l’alto numero, 76%, di donne che si autodimettono dopo aver assunto la pillola abortiva, invece di effettuare l’intero ricovero ospedaliero di tre giorni: un numero tale da far sorgere la domanda se tale prescrizione sia realmente necessaria. L’eccessiva concentrazione di obiettori, con punte che superano l’88% in Campania, “che fa sì che in alcune strutture non possa esser tutelato, come prevede la legge sull’aborto, tanto il diritto all’obiezione così come di quello all’interruzione volontaria della gestazione” sottolinea Carnevali. Infine, dalla relazione, che era stata consegnata al Parlamento lo scorso settembre, emerge un ulteriore elemento anomalo: l’anestesia generale è utilizzata in ben otto interruzioni su dieci “senza che ve ne sia reale motivo”, andando contro le linee guida e anche contro i criteri di risparmio economico. “Se è vero che, in alcuni casi, sono le donne a richiederla – commenta l’on. Carnevali – dovremmo assicurarci che chi, invece, non la desidera abbia la possibilità di scegliere la locale”. Affinché per queste ultime non rappresenti un disincentivo alla scelta di interrompere la gravidanza.(ANSA).