IL 28 SETTEMBRE LE SPAGNOLE DI NUOVO IN PIAZZA. MANIFESTAZIONI IN EUROPA E IN AMERICA LATINA NELLA GIORNATA PER LA DEPENALIZZAZIONE DELL’ABORTO.

Sconfitto nell’iniziativa politica, il governo spagnolo confida nella Corte Costituzionale. Il ritiro della legge Gallardon non fa abbassare la guardia:
IL 28 SETTEMBRE SI TORNA IN PIAZZA IN SPAGNA.
MANIFESTAZIONI IN MOLTE CITTA’ D’EUROPA E DELL’AMERICA LATINA NELLA GIORNATA INTERNAZIONALE PER LA DEPENALIZZAZIONE DELL’ABORTO.

28-09

Riceviamo dalla Spagna e pubblichiamo: “Con le dimissioni di Gallardón il governo spagnolo ha dichiarato che “non sarà approvata una nuova legge finché sarà possibile riformare quella esistente”(e questo lo ha assicurato Soraya Sáenz de Santamaría direttamente al Vaticano). Sperano di riprendere il ricorso di incostituzionalità presentato nel 2010 e in questo hanno il pieno sostegno di Francisco Pérez de los Cobos, attuale presidente della Corte Costituzionale e membro del PP. Finora il ricorso di incostituzionalità era stato sospeso in attesa di una possibile abrogazione della legge attuale e della sua sostituzione. L’intenzione del Partito Popolare non e’ piu’ quindi approvare una nuova legge quanto piuttosto modificare, attraverso il Tribunale Costituzionale, quella attuale (entro la fine dell’anno o all’inizio del 2015). E’ evidente il vantaggio politico che ne trarrebbe il governo. Risulterebbe più difficoltoso per i gruppi femministi e della sinistra contestare una risoluzione Costituzionale, dunque giustificata dalla Costituzione stessa, piuttosto che una prodotta dal governo per ragioni politiche. Al PP interessa andare avanti con il ricorso prima di approvare una nuova legge anche perché questa potrebbe essere cambiata dal governo successivo, mentre i giudizi del tribunale costituzionale sono inappellabili .“Non possiamo accettare una legge che all’arrivo di un altro governo possa essere cambiata in mezzo minuto„ cosi’ si e’ espresso Rajoy che ha anche affermato che intende approvare alla fine dell’anno il “Piano integrale d’appoggio alla famiglia”.Il Piano indica, senza alcun tipo di dubbio, la difesa della vita durante il concepimento, “protezione di quello non ancora nato durante la sua crescita e sviluppo, stabilendo e fornendo alla madre l’informazione e gli strumenti necessari che le facilitino la prosecuzione della gravidanza”. I diversi progetti legislativi in corso potrebbero quindi mascherare derive antiabortiste.”

http://www.lamarea.com/2014/09/24/la-ley-del-aborto-en-manos-del-magistrado-del-tc-que-compara-aborto-con-la-esclavitud/

Traduzione:

La legge sull’aborto in mano al relatore del TC che la compara alla schiavitù MADRID
Il Partito Popolare ha ritirato la legge sull’aborto che si è conclusa con le dimissioni di Alberto Ruiz-Gallardón, ministro della giustizia. Ma il PP non si decide a ritirare il ricorso, davanti alla Corte Costituzionale (TC) dell’attuale legge vigente, messa in atto dall’ex ministro della Parità Bibiana Aido. Ecco dove entra in gioco Andrés Ollero, giudice della Corte Costituzionale e relatore del ricorso, che l’anno scorso ha detto: “Se non si approva la legge sull’aborto, la Corte Costituzionale dovrà risolvere il ricorso.” Ollero è stato un membro del PP di Granada per 17 anni ed eletto giudice costituzionale nel 2010, su richiesta della parte Rajoy. Sarà il relatore a decidere sul ricorso presentato dal partito conservatore nel 2010. Il magistrato ha già preso quindi la sua decisione indipendentemente da quel che potrebbe decidere la Corte Suprema.
Nel 2012, durante la presentazione di un libro su religione e diritto ha rilasciato una dichiarazione in merito, con tanto di argomentazione. Ollero ha infatti dichiarato che la società spagnola è passata ” dalla paura che un totalitarismo collettivista annulli il giuridico alla paura che un radicalismo individualista distrugga le istituzioni che hanno una rilevante dimensione sociale”. Il giudice si riferisce ad una parte della destra spagnola, che egli chiama affetta da “sindrome post-franchista”, che prevede l’esercizio della libertà religiosa in spazi pubblici e una attività politica che si basi su una relazione con il Nazional Cattolicesimo. Il giudice ha sempre dimostrato la sua presa di posizione radicale in favore della abrogazione dell’aborto come diritto. In un’intervista alla radio statale messicana, nel 2008, ha paragonato l’aborto alla schiavitù: “Penso che [l’aborto] sia paragonabile alla questione della schiavitù. Ha una grande importanza nella storia della nostra cultura. Dato che era molto difficile da abolire, penso che lo sarà anche risolvere il problema della legalizzazione dell’aborto visto che anche quest’ultimo porta con sé la morte di esseri umani, perché richiede l’andare contro corrente, il combattere contro ciò che è politicamente corretto. Avere schiavi per lungo tempo fu considerato politicamente corretto: non si concepiva un sistema economico che potesse funzionare senza schiavi, come ad esempio, nel sud degli Stati Uniti giusto? Tuttavia, ci sono stati coloro che hanno combattuto contro questo stato di cose al punto che oggi ci stupiamo nel pensare che ci siano state epoche storiche nelle quali è esistita la schiavitù. Credo dunque che tra un po’ di tempo, ci si potrà stupire che, nel XXI secolo, in parti del mondo civilizzate, sia stato considerato normale porre fine alla vita di un essere umano, giusto?
La posizione del giudice costituzionale sulla questione dell’aborto è dunque forte e determinata, e non ha esitato a difendere l’obiezione di coscienza di tutti i professionisti che devono prendere una decisione su una materia così delicata. In un’intervista a Cadena Cope ha dichiarato che, se avesse capito di dover proteggere la vita del nascituro e la legge lo avesse impedito, avrebbe obiettato.
Matrimonio Gay
Ollero non si è solo mostrato belligerante contro l’attuale legge sull’aborto, ma con tutte le leggi che sono in conflitto con la dottrina della Chiesa. Per quanto riguarda il matrimonio gay ha dichiarato che ciò che il legislatore ha fatto è “inventarsi un nuovo diritto sfigurando un istituto.” La sua posizione lo ha portato a esprimere un voto contrario quando il TC ha sentenziato che il matrimonio è un diritto di tutti, voto col quale ha preso le distanze dalla decisione, alludendo ad un’opera di ingegneria sociale finalizzato a snaturare il matrimonio. In breve, il relatore della legge sull’aborto del TC ha dimostrato la sua posizione radicale contro quello sul quale dovrà decidere con gli altri 11 membri del TC non manifestando alcuna intenzione di astenersi. Un giudice il quale, riguardo a questa legge e ad altre del PSOE, ha scritto nel gennaio 2012: “Ci governano i socialisti che non lasciano che si decida con la testa , poi arriva il PP e li mette in un angolo”

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