Ecco come si è costrette ad abortire in Polonia. Nel paese è in atto un forte scontro tra ultracattolici e stato laico. La maggioranza dei polacchi è per la libertà di scelta e a Varsavia appoggia la sindaca che ha licenziato il direttore obiettore

Un articolo di Mauro Caterina ci dà il quadro della situazione polacca:  gerarchie ecclesiastiche, politica, obiezione di coscienza, mammane  e …  viaggi all’estero per chi può.  Come sempre il vero discrimine, nell’assenza del servizio pubblico, diventa la disponibilità economica.
Polonia. I medici sottoscrivono una «dichiarazione di fede» per disattendere la già restrittiva legge. Viaggio nel Paese ipercattolico dove è legale solo l’interruzione di gravidanza terapeutica, eppure a causa dell’alta percentuale di medici obiettori di coscienza le donne sono alla mercé delle “mammane” o costrette a espatriare verso le cliniche slovacche. Ma stavolta il premier Donald Tusk ha richiamato i sanitari agli obblighi di legge. Un primo piccolo argine ai fondamentalisti
… «La situa­zione in Polo­nia è dram­ma­tica – con­ti­nua – non solo per le donne, ma anche per i medici. I diret­tori di molti ospe­dali sono legati a dop­pio filo alla poli­tica e hanno ami­ci­zie influenti nelle gerar­chie eccle­sia­sti­che. Sono loro che det­tano la linea, e se la poli­tica uffi­ciosa dell’ospedale è quella di dire no all’aborto, sem­pre e comun­que, anche i medici non obiet­tori sono tenuti a farlo. In caso con­tra­rio perdi il lavoro».
http://ilmanifesto.info/sullaborto-la-frontiera-delleuropa-dei-diritti/

Nel paese è anche in atto una forte campagna dei no-choice ma “sulle que­stioni eti­che come l’aborto, la fecon­da­zione in vitro e le unioni civili, la mag­gio­ranza dei polac­chi vede con occhio cri­tico l’ingerenza della chiesa cat­to­lica in poli­tica e i poli­tici ne stanno pren­dendo atto. A sot­to­li­nearlo è Wanda Nowicka, vice­pre­si­dente del Par­la­mento, avvo­cato e da sem­pre in prima linea con le asso­cia­zioni fem­mi­ni­ste: «Non è la prima volta in Polo­nia che viene negato il diritto legale all’aborto ad una donna, ma sta­volta lo stato non ha deciso di chiu­dere gli occhi e girarsi dall’altra parte, bensì ha fatto quello che doveva fare, garan­tire che le leggi ven­gano rispet­tate e i diritti delle per­sone salvaguardati». 

Nel frat­tempo, il legale della donna a cui è stato negato il diritto dell’aborto (che ha portato a termine la gravidanza e il cui figlio è morto pochi giorni dopo il parto per le gravi malformazioni diagnosticate) cui partorito  ha chie­sto i danni all’ospedale. Una sto­ria che ricorda da vicino quella di Ali­cja Tysiac, alla quale era stato impe­dito di abor­tire pur sapendo che por­tare avanti la gra­vi­danza l’avrebbe resa cieca. Il caso è finito alla Corte euro­pea per i diritti dell’uomo, che ha con­dan­nato la Polo­nia ad un risar­ci­mento esemplare.”
http://ilmanifesto.info/ma-la-sindaca-licenzia-il-direttore-dellospedale-obiettore-ultra/

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