L’importanza della libertà di scelta

Dall’editoriale di Umberto Veronesi del 26 luglio 2014 su La Stampa

In questo editoriale Umberto Veronesi parla di cosa è davvero importante che ci sia nelle nuove linee giuda sulla fecondazione eterologa, ma soprattutto quale è secondo lui il punto di vista dal quale deve partire il legislatore quando affronta argomenti “eticamente sensibili realtivi alla salute”.

“Io penso che non è con le leggi che si possono guarire le persone o tutelare la loro salute, mentre è con le leggi che si dovrebe garantire la libertà di scelta. […..]

Dobbiamo iniziare a parlare di libertà di scelta perchè questo è il punto cruciale quando parliamo di salute, di vita e di morte. [….]

La parola scelta è un punto cruciale perchè mette il diritto di morire sullo stesso piano degli altri diritti della persona universalmente riconosciuti: il diritto di formare o non formanre una famiglia, di scegliere il proprio domicilio e il proprio lavoro, di procreare in modo consapevole, il diritto all’istruzione e, appunto, il diritto ad una giustiza equa.”

Libertà di scelta - Umberto Veronesi

 

Qui sotto trovate le anticipazione delle linee guida per la fecondazione eterologa.

 

Fecondazione, le linee guida:
“Figli in provetta con l’eterologa
fino all’età della menopausa”

Il ministero: per chi dona il limite è di 35 anni per le donne e i 45 per gli uomini
PAOLO RUSSO
ROMA

Dietrofront. Le donne potranno avere figli in provetta con l’eterologa fino all’età della menopausa. Mentre per chi dona il limite è di 35 anni per le donne e i 45 per gli uomini. Il chiarimento viene dal ministero della Salute dopo la valanga di prese di posizione negative che questa mattina hanno accompagnato l’annuncio del limite di 35 anni per le donne che intendano accedere alla eterologa. Per il resto tutto confermato. Non più di 10 bimbi per genitore biologico, che deve restare anonimo, salvo non vi siano motivi di salute a consigliare il contrario. Niente cataloghi dai quali scegliere occhi, altezza e magari quoziente intellettivo del donatore. E via libera alla fecondazione assistita anche quando entrambi i coniugi sono sterili. E’ la ricetta del comitato di esperti nominato dalla Lorenzin per evitare “provetta selvaggia”. Il documento è arrivato ieri sulla scrivania del Ministro della salute che è intenzionata a fotocopiarlo rapidamente sulla carta intestata di un decreto legge. Che potrebbe essere partorito anche prima della pausa estiva.

 

Ha fretta il ministro, perché la Corte costituzionale si è già espressa più di tre mesi fa sull’eterologa e da quella sentenza potrebbero nascere già i primi bimbi di donatori esterni alla coppia. Senza regole ben definite, soprattutto sugli aspetti che riguardano la tutela della salute, sia di chi riceve la donazione che dei nascituri, tiene a sottolineare il capo di Gabinetto del dicastero, Giuseppe Chinè. Consentendo solo figli in provetta della coppia, la legge 40 non aveva infatti recepito la normativa comunitaria che per l’eterologa impone test stringenti, soprattutto su Hiv ed epatite. Test che verranno ora inseriti nel decreto insieme a quelli genetici, autorizzati però solo nel caso il nascituro venga colpito da una malattia genetica della quale è necessario stabilire le origini. Per gli stessi motivi sarà possibile conoscere il proprio genitore biologico, che in tutti gli altri casi deve invece rimanere anonimo.

 

I test saranno a carico dello Stato, ed anche per non spendere soldi invano chi dona ovociti o embrioni deve essere in età fertile. Da qui il limite di35 anni per le donne e 45 per gli uomini, in linea con i parametri medi di fertilità registrati in Europa.

 

Altro punto spinoso è quello del limite alle donazioni, del quale nelle legge 40 non c’è traccia. Nel decreto invece ci sarà, ed quello di 10 nati per ciascun donatore. “Questo –spiegano gli esperti- per evitare che da un solo padre biologico nascano centinaia di figli, che magari in un piccolo centro potrebbero andare incontro al rischio di rapporti tra consanguinei. Con tutto quel che ne consegue in termini di malattie genetiche”. Insomma, un limite dettato da ragioni “sanitarie”, destinato però, c’è da scommetterci, a suscitare un nuovo vespaio di polemiche.

 

Esperti tutti concordi invece nel vietare la scelta del donatore, per evitare il mercimonio di cataloghi dai quali scegliere caratteristiche fisiche e intellettive, che in qualche altro paese fanno parte del pacchetto “fecondazione assistita”.

 

Confermata anche l’assoluta gratuità della donazione, mentre altro punto ritenuto fondamentale dagli esperti è quello della “tracciabilità donatore-nato”. Questo sia per verificare che da un genitore biologico non nascano più di dieci figli, sia per rintracciare il donatore qualora il nato in provetta risulti affetto da una malattia geneticamente trasmissibile. Per questo sarà necessario che tutti i Centri di procreazione assistita siano collegati a una banca dati nazionale dei donatori, che potrebbe essere costituita presso il Centro nazionale trapianti dell’Istituto superiore di sanità.

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