Si conclude così la manifestazione di Madrid del 27 giugno, coincidente con l’inizio del dibattito della proposta Gallardon sull’aborto al Parlamento spagnolo.
In tutto il Paese le iniziative di protesta si sono succedute da quel YO DECIDO del 1 febbraio scorso e si sono estese a macchia d’olio, coinvolgendo le donne di molte città europee che hanno manifestato davanti a ambasciate e consolati, bruciando e facendo simbolicamente a pezzi la proposta di legge Gallardon che di fatto in Spagna criminalizzerebbe l’aborto, rendendolo legale solo in caso di stupro o gravi malformazioni del feto.
A Madrid dunque si è manifestato davanti al Ministero della Giustizia con gli slogan “Gallardon, dimission”, “no al terrorismo anti-aborto”, “aborto libero e gratuito” ma la conclusione è stata la repressione da parte della polizia madrilena.
Dalle prime ricostruzioni video i problemi sono partiti quando i poliziotti hanno deciso di fermare una donna che li aveva redarguiti per il loro atteggiamento nei riguardi di alcune ragazze e di un ragazzo che filmava l’accaduto con un cellulare, c’è stato un vero e proprio prepotente accerchiamento.
In conclusione: identificazioni dei e delle manifestanti, della stampa con successive manganellate e arresti.
Ma le donne non si sono fermate e anche oggi sono state in piazza!
A voi l’analisi attraverso i video e le testimonianze.
Concentrazione di 27 Giugno #AlertaFeminista per il diritto all’aborto, Ministero della giustizia, Madrid, #DesobedienciaLeyGallardón
https://www.youtube.com/watch?v=zVcmeWS_ufQ&feature=youtu.be
https://www.youtube.com/watch?v=XFEFOTj-xlY&feature=youtu.be



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