Fondi antiviolenza: no alle elemosine!

– le ipotesi di ripartizione sui fondi:

l’articolo su ilsole24ore:
http://www.sanita.ilsole24ore.com/art/dal-governo/2014-06-27/anteprima-violenza-contro-donne-172140.php?uuid=AbysNhxJ

la lettera inviata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri a Ministero del Tesoro, Ragioneria di Stato e Regioni e provincie autonome:
http://www.sanita.ilsole24ore.com/pdf2010/Sanita2/_Oggetti_Correlati/Documenti/Dal-Governo/violenza_donne.pdf?uuid=777c2450-fe0e-11e3-86b5-17559ee4cf87

 

– l’intervento di Nadia Somma:

Femminicidio, conferenza Stato-Regioni: centri antiviolenza, l’elemosina che non vogliamo

 di  | 30 giugno 2014

Ma le donne libere e indipendenti no! E’ questa la logica che ha guidato la Conferenza Stato-Regioni per ripartire i fondi previsti dalla cosiddetta legge sul femminicidio?

Seimila euro suddivisi in due anni: sono i finanziamenti  “certi e costanti” che il Governo erogherà per aiutare i centri antiviolenza delle donne a non chiudere. Una presa in giro alla quale D.i.Re, l’associazione nazionale dei centri antiviolenza, ha risposto  con un duro comunicato stampa.

I criteri di ripartizione proposti dalla Conferenza Stato-Regioni sono stati pubblicati due giorni fa sulSole 24 Ore, e ne aveva scritto anche Marina Terragni sul suo blog.  La maggior parte dei finanziamenti (circa 9 milioni di euro) andranno alle Regioni per  i progetti già in essere sulla base di bandi.  Altri cinquemilioni di euro andranno a finanziare nuovi centri che probabilmente nasceranno su input istituzionale: con quale metodologia, competenze, formazione? Non si sa. E’ probabile che sorgeranno come funghi dopo la pioggia, in Lombardia pare ne stiano “covando” una quarantina. In altre regioni chissà.

La richiesta avanzata dai Centri antiviolenza, che da oltre vent’anni lavorano sul campo, di ricevere finanziamenti che li sostengano è stata respinta per una scelta politica tutta tesa a prendere il controllo dei percorsi delle donne che vogliono dire basta alla violenza. Saranno finanziate soprattutto reti di carattere istituzionale, contro quanto affermato dalla Convenzione di Istanbul che privilegia il lavoro dei centri di donne indipendenti, il tutto sulla base di una programmazione fatta dalla Regione.

E allora come possiamo spiegare  la ripartizione dei fondi per i centri antiviolenza proposta dalla Conferenza Stato-Regioni se non con  logiche di controllo e anche (gli amici degli amici, of course) clientelari?

La cosiddetta legge sul femminicidio e i codici rosa adottati in alcuni ospedali sono un segnale chiaro: le donne che subiscono violenza sono soggetti deboli da tutelare, da guidare, da salvare, da controllare con la proposizione o imposizione di procedure. I centri antiviolenza invece costruiscono i percorsi insieme alle donne e lavorano  per riaffermarne la dignità, l’autodeterminazione, la forza e  i  diritti  e denunciando le cause che sottraggono loro potere e indipendenza. Quando parlo di restituzione di potere alle donne intendo il potere su loro stesse, perché  la strada maestra per aiutare le donne ad uscire dalla violenza è fatta con la restituzione di quel potere che è stato sottratto simbolicamente, culturalmente e alla fine anche nella relazione affettiva.

Ma la ripartizione dei fondi è tesa anche a sostenere  un associazionismo gradito ai partiti di governo, piuttosto che quello di donne libere ed indipendenti che ricordano carenze  e lacune della politica italiana nel contrasto della violenza contro le donne; che rimarcano le procedure istituzionali che causano alle donne vittimizzazione secondaria; che esigono risposte che le istituzioni non vogliono dare. Perché tra centri antiviolenza e istituzioni è in atto da sempre una  partita dove “io so che tu sai che io so” che non siamo affatto amici.  Perché noi chiediamo che le donne si sottraggano alla violenza e contrastiamo la cultura che la alimenta e la  mantiene  in vita e troppo spesso l’ istituzione invece di essere garante di diritti è intrisa in quella cultura fin nel midollo. Noi siamo le antagoniste delle istituzioni e  in un Paese conservatore e patriarcale come l’Italia non possiamo e forse non dobbiamo, se facciamo bene il nostro lavoro, avere vita facile.

Però ora basta. Ci siamo fatte prendere in giro abbastanza. Ci hanno preso in giro anche lo scorso autunno quando ci hanno chiamate a Roma per sedere ai tavoli interministeriali. Sono stati interrotti senza alcuna spiegazione. E’ questo il rispetto che i politici hanno del nostro tempo e del poco denaro dei nostri centri, quello che abbiamo speso per andare agli incontri finalizzati anche a rinnovare il Piano Nazionale contro la violenza alle donne. Scaduto nel novembre 2013 non è stato ancora rinnovato.

Non possiamo e non dobbiamo più permettere che ci prendano in giro. Dobbiamo dare un segnale a partire dalla restituzione di quei tremila euro annui: il centro antiviolenza Demetra Donne in aiuto se e quando li riceverà, farà un assegno e lo restituirà al mittente.

Abbiamo due scelte davanti a noi: una è quella di riconsegnare alle istituzioni  i servizi a sostegno delle donne lasciando loro tutto il  peso e la  responsabilità ma controllando che la loro metodologia e i loro interventi non vìolino i diritti delle donne e non producano vittimizzazione secondaria. Abbiamo fior di esperte e avvocate per poterlo fare.

Oppure possiamo essere autonome rispetto ai finanziamenti pubblici.

Nella Bassa Romagna stiamo per aprire la Casa Rifugio senza un euro di finanziamento pubblico. Quanto le istituzioni locali rispetteranno la Convenzione di Istanbul che sarà attiva dal 1° agosto e quanto riconosceranno il lavoro che il nostro centro svolge da dieci anni sul territorio? Lo verificheremo molto presto.

@Nadiesdaa

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/30/femminicidio-conferenza-stato-regioni-centri-antiviolenza-lelemosina-che-non-vogliamo/1044351/

 

 

 

La denuncia di D.i.Re.: “Ai centri antiviolenza solo le briciole dei finanziamenti stanziati: e il resto dei fondi a chi?”

Nessun piano antiviolenza.
Nessun confronto con chi da decenni opera con efficienza e efficacia.
Finanziamenti ridicoli che mettono a rischio le attività dei centri operanti.
Ecco la denuncia dei centri antiviolenza che da anni danno risposte concrete alle donne.

COMUNICATO
Di.Re Donne in Rete contro la violenza

Ai centri antiviolenza solo le briciole dei finanziamenti stanziati: e il resto dei fondi a chi?

Tre mila euro l’anno per due anni: è quanto il Governo intende assegnare a ognuno degli storici Centri antiviolenza  e alle Case Rifugio che operano con efficacia da decenni e in regime di volontariato. E’ in questa esperienza che si radicano il sapere e il metodo che consentono a tante donne di salvarsi la vita, e di ritrovare autonomia e libertà. Ma quei soldi non basteranno nemmeno a pagare le bollette telefoniche.

A chi gran parte degli stanziamenti (circa 15 milioni di euro)?
Alle Regioni, che finanzieranno progetti sulla base di bandi: la scelta è quella di sostenere “centri” e sportelli istituiti last minute, oltre che di istituzionalizzare i percorsi di uscita dalla violenza delle donne.

Apprendiamo dalla stampa – il Sole 24 ORE del 27 giugno 2014 – le incredibili modalità di riparto dei fondi -17 milioni di euro- stanziati dalla L. 119/2013 detta contro il femminicidio per gli anni 2013/14.

Secondo una mappatura in base a criteri illeggibili, di questi 17 milioni ai 352 Centri Antiviolenza e Case Rifugio toccheranno solo 2.260.000 euro, circa 6.000 euro per ciascun centro.

Inoltre tutti i centri, pubblici e privati, saranno finanziati allo stesso modo, senza tenere conto del fatto che diversamente dai privati i centri pubblici hanno sedi, utenze e personale già pagati.

Questa scelta del Governo contravviene in modo netto alla Convenzione di Istanbul per la prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica, che l’Italia ha ratificato e che entrerà in vigore il prossimo 1° agosto, la quale prevede siano destinate

“adeguate risorse finanziarie e umane per la corretta applicazione delle politiche integrate, misure e programmi per prevenire e combattere tutte le forme di violenza che rientrano nel campo di applicazione della presente Convenzione, incluse quelle svolte da organizzazioni non governative e dalla società civile” (Articolo 8).

Nella Convenzione si privilegia il lavoro dei centri di donne indipendenti, mentre il Governo Italiano sceglie di destinare la maggior parte dei finanziamenti alle reti di carattere istituzionale.

L’idea è che la politica non intenda rinunciare a “intercettare” quei fondi, e che si proponga di controllare e ridurre allo stremo i Centri antiviolenza indipendenti, già operativi da molti anni e associati nella rete nazionale D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza).
Denunciamo questo modo di procedere.

Il Governo non ha sino ad oggi neppure formulato un Piano Nazionale Antiviolenza, e si presenta in Europa senza avere intrapreso un confronto politico serio con tutte coloro che lavorano da oltre 20 anni sul territorio, offrendo politiche e servizi di qualità per prevenire e contrastare il fenomeno della violenza sulle donne.”

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ECCO L’ONDA PRIDE: in tutta Italia manifestazioni con migliaia di partecipanti

Il  Pride quest’anno è celebrato con ben 13 eventi programmati in tutta Italia: un’onda  colorata e pacifica di persone che, rivendicando con orgoglio i diritti universali alla felicità e all’autodeterminazione,  sta attraversando il Paese da nord a sud.
Il 7 giugno ha aperto Roma festeggiando i vent’anni dal primo Gay Pride italiano.
Il 28 giugno, invece, nella giornata che celebra il ricordo dei moti di Stonewall e la nascita del movimento LGBTI piazze e strade piene ad Alghero, Bologna, Catania, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Torino, Venezia.
A chiudere l’onda ci saranno Siracusa, il 5 luglio, e Reggio Calabria, in cui si terrà il pride regionale, il 19 luglio.
l’Onda Pride quindi moltiplica le giornate mettendo in rete le diverse realtà lgtb, e non solo, con un’unica piattaforma rivendicativa, valorizzandone la mobilitazione comune in un unico patto civile con il Paese, in un’unica richiesta, quella dei diritti fondamentali che, essendo universali, devono appartenere all’intera comunità.

ROMA 7 GIUGNO
Roma Pride 2014-2 romainsieme

ALGHERO 28 GIUGNO
alghero particolareAlgheroparticolare

BOLOGNA 28 GIUGNO
Bolona paroramica Bologna particolare

CATANIA 28 GIUGNO
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LECCE 28 GIUGNO
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MILANO 28 GIUGNO
Milano panoramica 2milano particolare

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PALERMO 28 GIUGNO
Palermoparticolare

TORINO 28 GIUGNO
Torino panoramica torino particolare4

VENEZIA 28 GIUGNO
Venezia panoramica veneziaparticolare

NAPOLI 28 GIUGNO
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27 giugno 2014

 

la protesta si è riaccesa in Spagna e in molte città europee …  ecco un po’ di foto:

A Valladolid,  la processione del  DÍA DEL KOÑUS KRISTI
En Nuestros Úteros NO se legisla – Sui nostri uteri non si legifera
Nuestros Cuerpos NO se maltratan – I nostri corpi non si maltrattano
Nuestros Derechos NO se recortan – I nostri diritti non si tagliano
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a Reggio Calabria  le donne della Collettiva Autonomia hanno “fatto a pezzi” la proposta di Legge Gallardon che intende di fatto vietare l’aborto come libera scelta della donna, permettendolo solo in rarissimi casi. E dicono che  La lotta delle donne spagnole E’ LA NOSTRA LOTTA  … e insieme alle nostre sorelle spagnole e a tutte le donne che si stanno nuovamente mobilitando in tutta Europa, chiediamo che non venga approvata la proposta del governo Rajoy!

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Le donne di Firenze hanno detto Non restiamo a guardare e  si sono ritrovate davanti al consolato spagnolo per protestare contro la proposta Gallardon che riforma la legge sull’aborto e che costringerebbe le donne che vivono in Spagna all’illegalità e al rischio vita. Siamo con le spagnole che resistono al tentativo di controriforma di Gallardon e ricordiamo che noi vigiliamo! Lotteremo unite per i diritti con tutte le donne perché le donne non siano mai più costrette a morire in clandestinità, né in Spagna, né in Italia, né in Europa … né altrove!!!

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YO DECIDO: a Firenze il 27 giugno alle 19,30 presidio in solidarietà alle donne spagnole

YO DECIDO: anche a Firenze solidarietà contro la legge Gallardon

Unite in Rete - Firenze

Le donne di Firenze non restano a guardare!!!
Ci troviamo per supportare le spagnole che resistono al tentativo di controriforma di Gallardon e per ricordare che anche noi vigiliamo!

Il 27 giugno nel Parlamento spagnolo inizierà il dibattito della proposta Gallardon che riforma la legge sull’aborto:  in sostanza se passasse la legge l’aborto diventerebbe illegale e le donne che vivono in Spagna sarebbero costrette all’illegalità e al rischio vita.

Il 1° febbraio a Firenze abbiamo già manifestato la nostra solidarietà alle donnne spagnole ritrovandoci in tante sotto il consolato spagnolo con lo slogan: YO DECIDO. Lo stesso hanno fatto tante donne in moltissime città europee, mentre 200.000 e più donne si dirigevano in treno verso Madrid.

Venerdì in tutta la Spagna le donne torneranno in piazza e bruceranno simbolicamente la proposta di legge, anche in molte città europee le donne manifesteranno sotto le ambasciate e consolati spagnoli.

Pensiamo che sia importante…

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Convenzione Artemisia-Cooplat: una fonte di reddito per rendere autonome le donne e riaccompagnarle alla vita.

lavoro e autonomia per uscire dalla violenza.

Unite in Rete - Firenze

Un accordo al quale ci auguriamo ne seguano tanti altri. Perchè senza lavoro non c’è autonomia e libertà di scelta.

La Repubblica – Firenze

22 giugno

Un lavoro per le donne salvate da Artemisia In fuga da maltrattamenti e abusi spesso devono lasciare casa e occupazione per non essere ritrovate Ora Cooplat promette di trovare loro un posto che assicuri uno stipendio e un ritorno alla vita normale

SIMONA POLI

«È una convenzione che abbiamo fatto insieme ad Artemisia con l’obiettivo di creare un’opportunità di reinserimento per queste donne», spiega il presidente di Cooplat Fabrizio Frizzi. «Noi abbiamo molta manodopera da impiegare nei vari settori di intervento, dall’igiene urbana e il verde pubblico alla pulizia fino al portierato e al call center. Non mancheranno le possibilità per dare occupazione alle persone che Artemisia ci segnalerà, spiegandoci le loro specifiche esigenze e le loro attitudini». A seguire l’intesa per Artemisia sarà la vicepresidente…

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Inizia il dibattito della legge Gallardon sull’aborto: le donne spagnole tornano in piazza

Il 27 giugno inizierà nel Parlamento spagnolo il dibattito della legge Gallardon sull’aborto. Questa legge di fatto renderà illegale l’aborto; se non in caso di grave disagio psichico della donna, non sarà più consentito alle donne scegliere liberamente del proprio corpo.

Le donne spagnole tornano in piazza per manifestare, anche se in realtà non hanno mai smesso, ma hanno deciso di opporsi a questo enneseimo attacco. Anche a Londra ci sarà una manifestazione a sostegno delle donne spagnole davanti all’Ambasciata di Spagna.

educazione para decidir

 DA COORDINADORA FEMINISTAS:

#abortolibre #alertafeminsta

DIA 26 JUNIO

CASTELLÒ DE LA PLANA
“Nosaltres decidim. Avortament lliure i gratuït”. Plaça Mª Agustina. 19:30 hores.
https://www.facebook.com/events/1464983000411838/?ref_dashboard_filter=upcoming

- VALLADOLID
A LAS 20H DESDE LA PLAZA ESPAÑA DE VALLADOLID, DÍA DEL KOÑUS KRISTI…https://www.facebook.com/events/765292020178339/

DIA 27 JUNIO

> FIRENZE: ore 19.30 davanti al Consolato spagnolo in Via de’ Servi 13, presidio in solidarietà delle donne spagnole

- BURGOS
A las 19:00 h. Plza. del Cid

- CATALUNYA
EL DIA QUE S’APROVI LA CONTRAREFORMA AL <<< CONGRÉS DELS DIPUTATS >>> CONCENTRACIÓ A LES 19H A LES DELEGACIONS DE GOVERN I SEUS DEL PP D’ARREU DELS PPCC!!!
I A L’ENDEMÀ MANIFESTACIÓ UNITÀRIA. SEGUIREM DECIDINT! SEGUIREM DESOBEINT! SEGUIREM AVORTANT! AVORTAMENT LLIURE I GRATUÏT! ‪#‎AvortemLaContrareforma‬!https://www.facebook.com/gatamaulabarcelona/posts/498937883569870

- CORUNHA 
Obelisco a las 20:00h.
https://www.facebook.com/events/297267857108356/

- FERROL
Pça do Concelho,a las 20:00h.

- LAS PALMAS DE GRAN CANARIA
A las 18:00 Delegación de Gobierno LPGC
Plza. de la Feria.Yo decido.

- MADRID
A las 19:00 frente al Ministerio de Justicia.
C/ San Bernardo 45. Metro Noviciado. Si se lleva al Consejo de Ministros la ley de aborto de Gallardón.https://www.facebook.com/events/249660678564021/?ref=3&ref_newsfeed_story_type=regular
‪#‎DesobedienciaLeyGallardón‬

- MURCIA
A las 19:00 Paseo. del Teniente Flomesta s/N
Red Feministas de la Región de Murcia
https://www.facebook.com/events/246253798902369/?notif_t=plan_user_joined

- OURENSE 
Subdelegaçon do Goberno a las 20:00

- OVIEDO
A las 19.00h. Delegación de Gobierno, Plaza España.

- PONTE VEDRA 
Pça da Peregrina,a las 20:00h.

- TENERIFE
A LAS 19 HORAS, CONCENTRACIÓN ANTE LA SUBDELEGACIÓN DEL GOBIERNO ESPAÑOL (Si se lleva al Consejo de Ministros la ley de aborto de Gallardón). PLATAFORMA POR EL DERECHO AL ABORTO LIBRE, LEGAL, SEGURO Y GRATUITO

- VIGO 
Farola de Urzáiz a las 20:00h.

EUROPA Y AMERICA LATINA

-  BERLIN Jueves 26 19,30h Weltuhr Am Alexanderplatz
https://www.facebook.com/events/463779103758220/

- LIMA Jueves, 26 de junio entre 13:00 y 14:00 Embajada de España, Jorge Basadre 498, San Isidro,
https://www.facebook.com/events/715510765174614/

- LONDRES Viernes 27 19,00h Embajada de España
https://www.facebook.com/events/504212323013806/

- MARSELLA Viernes 27 19,00h Embajada de España
https://www.facebook.com/events/271507509700515/

- MONTEVIDEO Viernes 27 19,00h en UTC-03 Plaza Cagancha
https://www.facebook.com/events/1472038873040272/

- VIENA Viernes 27 15,30h Spanische Botschaft
https://www.facebook.com/events/258275077707521/

- LISBOA Sábado 28 17,00h Embajada de España

DIA 29 JUNIO

- L’HOSPITALET DE LLOBREGAT 
A las 11:00 performance.Si colonitzen el nostre cos,¿qué cony ens queda?
Parc dels ocellets.Metro Torrasa.L1.FeministesLH

DIA 27 JUNIO

- LONDRES
ACTION ALERT! This Friday at the Spanish Embassy 39 Chesham Place, London SW1X 8SB 7pm demo against antiabortion bill. #27J

- MADRID
A las 19:00 frente al Ministerio de Justicia.
C/ San Bernardo 45. Metro Noviciado. Si se lleva al Consejo de Ministros la ley de aborto de Gallardón.

DIA 29 JUNIO

- L’HOSPITALET DE LLOBREGAT 
A las 11:00 performance.Si colonitzen el nostre cos,¿qué cony ens queda?
Parc dels ocellets.Metro Torrasa.L1.FeministesLH

http://www.feministas.org/convocatorias-contra-la-868.html

http://mybellyismine.wordpress.com/2014/06/23/my-belly-is-mine-in-the-spanish-press/