Manifesto della rete italiana womenareurope

Questo manifesto è il risultato di una scrittura collettiva ed è l’avvio di un percorso politico di scambio e confronto cominciato a Milano il 6 aprile durante il primo incontro della rete Womenareurope.

Da oggi il percorso è aperto all’adesione di singole, associazioni e movimenti che ne condivideranno lo spirito e il contenuto e che lavoreranno per renderlo realtà.
Per aderire inviare una mail a womenareurope@gmail.com

MANIFESTO DELLA RETE ITALIANA

WOMENAREUROPE

wae scrivania

 IO DECIDO

 Io decido: con queste parole le donne di Spagna e d’Europa hanno risposto al tentativo di controriforma della legge spagnola sull’aborto.

Io decido vuol dire non accettare imposizioni di alcun tipo sul proprio corpo e sulla propria sessualità.

Io decido vuol dire autodeterminazione: è scegliere di diventare o non diventare madre, è vivere liberamente la sessualità e il proprio orientamento sessuale, è dare spazio ai propri desideri e progetti di vita.

In questo momento di grave crisi economica e culturale, sia a livello nazionale che europeo, vediamo compromessa l’autonomia economica delle donne, più di quanto accada per gli uomini, e assistiamo  alla messa in discussione di diritti che pensavamo consolidati.

Si tratta di un arretramento pericoloso: non ci stiamo.

Della nostra vita decidiamo noi, a prescindere da derive istituzionali e da dogmi confessionali.  La nostra libertà può  essere garantita soltanto da un’autentica laicità degli Stati, condivisa a livello europeo.

 Cosa sta succedendo in Europa e in Italia.

Dopo la bocciatura, lo scorso dicembre, di una risoluzione a tutela della salute riproduttiva delle donne, la Commissione europea dovrà pronunciarsi a breve sulla petizione popolare “Uno di noi” presentata dai movimenti no-choice: caposaldo della petizione è il riconoscimento giuridico dell’embrione sin dal momento del concepimento. Nello stesso tempo dall’Europa arrivano condanne all’Italia sullo sbilanciamento tra l’obiezione di coscienza e il diritto delle donne a un aborto sicuro, condanne non recepite dal governo italiano. Restando in Italia, l’assenza di educazione alla sessualità nelle scuole e di informazione in materia di contraccezione insieme alla lentezza con cui gli uomini prendono coscienza della loro responsabilità generativa e alle discriminazioni contro gay, lesbiche, transessuali, transgender e intersessuali, dipingono una situazione di grave deterioramento sociale. Non basta: in questi ultimi mesi abbiamo assistito a ripetuti attacchi contro progetti di educazione al rispetto delle diversità nelle scuole pubbliche, come nel caso dei libretti Unar per la lotta alle discriminazioni e al bullismo omofobico; abbiamo sentito la ministra della salute Lorenzin annunciare un “piano fertilità” per favorire la natalità, come se le donne fossero macchine da riproduzione; abbiamo visto le squallide campagne no-choice davanti agli ospedali e la marcia per la “vita” contro l’aborto concludersi con la benedizione del Papa. L’elenco potrebbe continuare.

Noi decidiamo.

Per un’altra Europa delle donne e dei movimenti.

In questo scenario nazionale ed europeo non basta difendere le conquiste ottenute, vogliamo rilanciare il dibattito pubblico sulla nostra libertà di essere e di scegliere.

Per fare questo è necessario mettersi in connessione fra singole donne, associazioni e movimenti, ognuna con la propria autonomia e specificità.

WAE vuole essere un luogo di scambio e riconoscimento reciproco per organizzarsi, condividere idee e proposte, partendo dal pensiero e dalle pratiche del femminismo di ieri e di oggi.

WAE è uno spazio collettivo di tutte per continuare ad affermare autodeterminazione e libertà delle donne.

Liliana Barchiesi, Eleonora Bonaccorsi, Luisa Bordiga, Luciana Bova, Maria Brighi, Maria Grazia Campari, Anna Camposampiero, Laura Cima, Eleonora Cirant, Antonella Coccia, Maria Antonietta D’Emilio, Nadia De Mond, Rita Falaschi, Giovanna Fantini, Lea Fiorentini, Sabina Gambacciani, Nicoletta Gandus, Maddalena Gasparini, Rosanna Gatti-Meazza, Maria Grazia Ghezzi, Mirella Giuffrè, Laura Guidetti, Monica Lanfranco, Stefania La Rosa, Gianna Massari, Lea Melandri, Adriana Nannicini, Cristina Obber, Cristina Pecchioli, Rosangela Pesenti, Luisa Petrucci, Anna Picciolini, Anna Pompili, Barbara Rivoira, Assunta Sarlo, Simona Sforza, Allegra Stracuzzi, Antonella Tassitano, Federica Tourn, Donella Verdi, Rossella Zuffa.
Laura Albano, Anarkikka, Sabrina Ancarola, Annarita Angelini, Caterina Artoni, Anna Bainotti, Emilia Aronica, Michela Balocchi, Mara Baronti, Anna Maria Basile, Sebastiana Becciu, Giuliana Beltrame, Tatiana Bertini, Cecilia Bevicini, Margherita Biagini, Simona Bianciardi, Monica Biondi, Tiziana Biondi, Ilaria Boldrini, Ornella Bolzani,  Eleonora Bonaccorsi, Barbara Bonomi Romagnoli, Loredana Borghi, Marcella Bresci, Chiara Brilli, Maria Grazia Campus, Giovanna Cappelli, Elisa Cesan, Rossana Ciambelli, Antonella Chiarolla, Elena Cherubini, Lucia Cigni, Laura Ciuccetti, Anna Maria Costantino,Anna Maria Cuomo Ulloa, Daniela Dacci, Lina Dadda, Tiziana dal Pra, Elena Di Padova, Marina, Dondero,  Silvia Dradi, Eretica, Ida Finzi, Cinzia Fognani, Pinuccia Forzisi, Marzia Frateschi, Loredana Galano, Rosanna Gatti-Meazza, Isanna Generali, Angela Gennaro, Rebecca Germano, Mariapaola  Ghezzi, Gaia Giappichelli, Mirella Giuffrè, Manuela Giugni, Fiammetta Gori, Barbara Grandi, Carla Grementieri, Assunta Guercia, Maria Cristina Guido, Silvia Falsini, Lucia Ferilli, Roberta Ferruti, Caterina Iannella, Costanza Iannone, Farideh Karamlouie, Ida La Mantia, Chiara Lastri, Francesca Lazzeri, Silvia Lelli, Lidia Mangani, Tiziana Marranci, Giorgia Massai, Idanna Matteotti, Daniela Melotti, Marisa Meduri, Elena Mercalli, Francesca Moccagatta, Clelia Montella, Daniela Morozzi, Olga Nassis,  Fiamma Negri, Antonietta Nervo,  Marisa Nicchi, Letizia Pacifico, Claudia Paoletti, Evi Parisenti, Michela Peisih, Isabella Petrone, Debora Picchi, Eleonora Pinzuti, Nicoletta Pirotta, Roberta Porciani, Loredana Porco, Maria Grazia Pugliese, Christel Radica, Emanuela Rebecchi, Sara Romano, Ada Romito, Francesca Ricci, Barbara Rivoira, Anna Maria Romano, Graziella Rumer Mori, Rita Russo, Graziella Saffioti, Pina Salinitro, Albalisa Sampieri, Claudia Sandoval, Renza Sasso, Maria Rosa Scala, Laura Scillone, Angela Sciota, Luisa Senna, Giorgia Serughetti, Serena Simoni, Anita Sonego,  Maria Alessandra Soleto, Idapaola Sozzani, Francesca Testa, Stella Theodorou, Fiorella Tonello, Elisabetta Togni, Mapi Trevisani, Fiorenza Troise, Samantha Tufariello, Sandra Vannini, Aurora Vazzana, Stefania Venturi, Maria Luisa Verderame, Eva Vietto, Evelina Visani, Maria Vitacca, Tecla Zito, Cecilia Zoccali.

Casa delle Donne di Milano, Collettiva AutonoMIA Reggio Calabria, Il Giardino dei Ciliegi, Laboratorio politico di donne, Libera Università delle Donne, Libere Tutte – Firenze, MAREA, Rete di Donne per la Politica, Unite in Rete – Firenze, Usciamo dal Silenzio.
AIED Pisa, Archinaute, Assoc. “art.9”, Associazione AntropoLogiche, Associazione Telefono Donna, associazione voceDonna di Castrocaro Terme e Terra del Sole  (FC), Centro Veneto Progetti Donna – Auser, donne del coordinamento conto la violenza di genere e il sessismo, donne del coordinamento toscano Difesa 194, donne del laboratorio per la laicità di Firenze, evaluna libreria delle donne Napoli, Gender In Action Association, Generazioni di donne, Gruppo U.D.I. ‘Donnedioggi’- Cernusco e Martesana, IFE Italia, Intesexioni, La Città delle Donne di Z3xmi.it, Le Musiquorum, Open mind glbt, Sciopero delle donne, Società delle letterate, STONEWALL, UDI 25 Novembre, UDI Biblioteca Margherita Ferro, Gi.U.Li.A. Lombardia, Gi.U.Li.A., Associazione Olympia de Gouges ONLUS, Ass. culturale Trame di Terra, 

File del manifesto:  Manifesto WAE – IT_ES_EN

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13 thoughts on “Manifesto della rete italiana womenareurope

  1. Condivido tutto quanto espresso in questo manifesto.
    Rilevo (solo) la mancanza di un riferimento alla libertà del parto, compromessa in molti stati europei, ma anche in Italia da una eccessiva medicalizzazione, da una svalutazione della professione delle ostetriche, dagli ostacoli economici e burocratici al parto a casa.
    Ho proposto al direttivo di Andria di assumere la risoluzione Estrela, integrandola con una aggiunta su quesi diritti che fanno parte dei diritti riproduttivi. Questo potrebbe ampliare la platea dei sostenitori nel nuovo parlamento europeo.
    Rilevo, pur non condividendola, una difficoltà ad affrontare insieme argomenti, che pur interessando donne e famiglie diverse, in diverse fasi della vita, hanno una matrice comune nei diritti sessuali e riproduttivi di tutti. Non c’è un problema separato dagli altri.
    Chiedo a chi condivide questa posizione di sostenerla e di collaborare a portarla a buon fine.

  2. Certo, tutto giustissimo, sono con voi. Ma manca qualcosa, c’è un’altra grande emergenza italiana, l’enorme e inutile medicalizzazione della nascita, che andrebbe affrontata nel manifesto .Forse non ci si rende conto di cosa vuol dire avere un’assistenza in ostetricia che conduce al 37,5 % di Tagli Cesarei, record europeo. Nel sistema c’è una totale sfiducia nelle donne e nella loro capacità di partorire spontaneamente e bene purchè adeguatamente sostenute nelle loro naturali competenze . Le donne devono poter decidere anche come, dove, e con chi partorire. Devono poter essere seguite in gravidanza dalle ostetriche nei Consultori, per il parto hanno diritto a non subire pratiche non necessarie e dannose , nel rispetto del loro corpo e del loro piccolo. E devono poter scegliere di partorire anche a casa loro, nell’ambito della salute pubblica o con un rimborso per le spese sostenute se aiutate da ostetriche libero professioniste. La lobby dei ginecologi ha paura di perdere potere e sta attaccando violentemente chi propone questa possibilità, che è esperienza normale e consolidata in altri paesi europei.

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