Aborto, più obbiettori dove la sanità sprofonda

Tratto da un articolo di Ivan Cavicchi del 17-03-14 de Il Manifesto

<> “Non è più tol­le­ra­bile la dop­pia morale di chi obietta nel pub­blico e ese­gue ivg nel privato.
E’ inne­ga­bile che se si ragio­nasse nella logica dei cari­chi di lavoro tra obiet­tori e non obiet­tori vi è ogget­ti­va­mente una dispa­rità pre­sta­zio­nale. Ciò nono­stante non tro­ve­rei giu­sto dif­fe­ren­ziare i trat­ta­menti tra obiet­tori e non obiet­tori discri­mi­nando gli ope­ra­tori per le loro con­vin­zioni per­so­nali. Tro­ve­rei giu­sto però che le loro pre­sta­zioni fos­sero per lo meno equi­li­brate. Come? Appli­cando alla let­tera l’art.9 della legge 194 : «L’obiezione di coscienza eso­nera il per­so­nale(…) a deter­mi­nare l’interruzione della gra­vi­danza, ma non dall’assistenza ante­ce­dente e con­se­guente all’intervento». L’obiettore è tenuto a garan­tire comun­que l’assistenza neces­sa­ria. In ter­mini dipar­ti­men­tali ciò vuol dire qual­cosa che asso­mi­glia ad una com­pen­sa­zione orga­niz­za­tiva, quindi si tratta di impie­gare gli obiet­tori comun­que nei con­sul­tori, negli ambu­la­tori poli­spe­cia­li­stici, nelle scuole, nelle comu­nità par­te­ci­pando a tutte le stra­te­gie dipartimentali.
Infine vor­rei rimar­care con forza, rivol­gen­domi soprat­tutto agli obie­zio­ni­sti che le prime per­sone che vor­reb­bero “obiet­tare” con­tro la neces­sità di abor­tire sono le donne. Non si obietta libe­ra­mente e respon­sa­bil­mente con­tro que­sta neces­sità a volte subita, non voluta, o acci­den­tale, al di fuori di poli­ti­che di infor­ma­zione con­trac­cet­tiva, di edu­ca­zione ses­suale, di coun­se­ling, di cre­scita cul­tu­rale, di edu­ca­zione ses­suale nelle scuole, di lotta alla vio­lenza e alle discri­mi­na­zioni. La grande prio­rità che deve unire obiet­tori e non obiet­tori, resta la pre­ven­zione dell’aborto intesa non come la inten­dono molti obie­zio­ni­sti, che ten­tano di con­vin­cere la donna in cinta a non abor­tire, ma come for­ma­zione alla scelta ses­suale respon­sa­bile, libera e con­sa­pe­vole. Esat­ta­mente come dice la legge.”

http://ilmanifesto.it/aborto-piu-obiettori-dove-la-sanita-sprofonda/

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