La Toscana come la Spagna?

Un articolo che deve farci capire che il vento spagnolo potrebbe arrivare da noi molto presto.

“Ecco allora la proposta di legge del Ccd. Innanzitutto l’intenzione sarebbe quella di prevenire e rimuovere «le difficoltà economiche, sociali, psicologiche e familiari che potrebbero indurre la donna all’interruzione di gravidanza». Come? «Con finanziamenti a carico della Regione», risponde Carraresi. Ma non c’è solo la questione economica. Un altro aspetto non secondario, per il Ccd, è «una corretta informazione circa la fisiologia, lo sviluppo, l’identità del nascituro». E poi, un elemento importante è il lavoro di prevenzione che dovrebbe essere svolto dai consultori familiari, oltre 200 in Toscana. «Anche nella nostra regione – osserva Carrresi – hanno in parte fallito il loro compito di prevenzione dell’aborto volontario riducendo la loro azione all’ambito sanitario e alla distribuzione contraccettiva».”

http://www.toscanaoggi.it/Toscana/Aborto-non-c-e-prevenzione

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One thought on “La Toscana come la Spagna?

  1. dall’introduzione della legge 194, dalla diffusione di metodi contraccettivi più efficaci e di maggiori informazioni sulla prevenzione di gravidanze indesiderate il numero delle Ivg è talmente basso che non capisco che urgenza abbia Carraresi di parlare di “prevenzione dell’aborto” o “prevenzione dell’interruzione volontaria di gravidanza”. Magari sbaglio ma non mi risulta che gli ospedali italiani siano assaltati tutti i giorni da migliaia di donne che vogliono abortire. Dall’altro lato però molti lamentano che le liste di attesa per l’ivg si stiano facendo sempre più lunghe, ma in questo caso mi sembra più logico ricondurre la causa al fatto che in Italia il 68% di ginecologi è obiettore (http://www.internazionale.it/news/italia/2013/11/13/la-verita-sullaborto/).
    Per qualche anno ho vissuto in Cina. Lì quasi tutte le mie coetanee non avevano la minima idea di cosa fossero la pillola contraccettiva e la pillola del giorno dopo. Inoltre se contiamo che in Cina moltissime gravidanze indesiderate sono dovute al fatto che i maschi non vogliono usare il preservativo, è abbastanza comune conoscere ragazze che a 27 anni hanno già abortito 7 o 8 volte. Poi se vai in ospedale per un test di gravidanza, quando sei all’accettazione con tutte le persone in fila dietro di te, capita anche che la dottoressa che compila il modulo ti chieda a bruciapelo “lo vuoi tenere o no?”, con lo stesso tono con cui un gelataio chiederebbe “fragola o panna?”. Infine, se dici alla ginecologa che stai prendendo la pillola, quella comincia a dirti di non prenderla più perché fa malissimo alla salute (e invece la pillola del giorno dopo o 7 aborti consecutivi sono dei veri toccasana! bah..). Ecco, una situazione del genere mi induce a pensare che ci sia un disperato bisogno di campagne di informazione e politiche per la prevenzione delle gravidanze indesiderate, in modo tale che l’ivg diventi una (e non l’unica) possibilità, nonché l’ultima (e non la prima) delle opzioni che una donna ha a disposizione. Siccome la situazione italiana non mi sembra lontanamente paragonabile alle esperienze che ho vissuto in Cina, non capisco come faccia Carraresi a dire che i consultori hanno fallito nel loro compito di prevenzione! Ma dove vive? In più mi sembra erroneo e subdolo da parte sua parlare di “prevenzione dell’aborto” quando invece l’accento andrebbe mantenuto sulla “prevenzione di gravidanze indesiderate”. Magari un discorso un po’ diverso va fatto per le donne straniere in Italia che, per mancanza di informazioni su metodi contraccettivi ecc.., ricorrono in maniera eccessiva o esclusiva all’ivg nel caso di gravidanze indesiderate. Ma anche in questo caso, mi sembra che si stia cercando di risolvere questo problema ad esempio attraverso la diffusione di materiale informativo in più lingue (vedi il sito del ministero della salute: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_202_ulterioriallegati_ulterioreallegato_0_alleg.pdf ).
    Se poi la Regione Toscana decide di stanziare dei fondi per sostenere e tutelare la maternità, aumentare il numero di asili nido, estendere le ore di doposcuola, potenziare il congedo di paternità ecc… ben venga e anzi sarebbe anche ora che si facesse in tutta Italia!! Purché non si faccia passare il messaggio che tutte queste politiche e proposte di legge sono sostitutive della 194. La possibilità di interrompere volontariamente la gravidanza deve comunque rimanere. Va bene che ultimamente sono tutti ossessionati dal bassissimo tasso di natalità italiano, ma la soluzione non è di certo impedire alle donne di abortire o costringere tutte a “gravidanze forzate”. In Francia la maternità è super-tutelata e sostenuta sul piano economico, lavorativo e sociale, eppure nessuno si sogna di mettere in discussione la possibilità di interrompere la gravidanza. Per il treno della libertà erano previste manifestazioni in tutte le città alle 14.00, no? Se in Italia ci sono pochi bambini è perché ci sono pochi servizi e non per colpa di quei pochi aborti. Ma è tanto difficile capirlo? Cosa si può fare per farglielo capire?
    La questione della “corretta informazione circa la fisiologia, lo sviluppo, l’identità del nascituro” è la ciliegina sulla torta e apre le porte a una marea di insinuazioni e dubbi azzardati e pericolosi. Informazione “corretta” in che senso? Mi vengono i brividi.. che possiamo fare?

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